La scuola italiana riconosce da anni l’importanza di adottare strategie didattiche inclusive per gli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). Tra questi, la disortografia è forse uno dei disturbi meno visibili a prima vista, ma che ha un impatto significativo sulla vita scolastica.
Chi presenta disortografia commette errori ortografici frequenti e persistenti, nonostante l’intelligenza nella norma e l’impegno nello studio. Questo non significa che non possa imparare a scrivere correttamente, ma che ha bisogno di percorsi mirati e strumenti che lo aiutino a superare le difficoltà.
In questo articolo vedremo insieme:
- cos’è la disortografia e quali segnali osservare,
- perché le strategie inclusive fanno la differenza,
- tecniche pratiche per docenti e genitori,
- strumenti digitali e tradizionali che supportano l’apprendimento.
Disortografia: che cos’è e come si manifesta
La disortografia è un disturbo specifico dell’apprendimento che riguarda la correttezza ortografica. Non è legata alla grafia (quella è la disgrafia), ma al rispetto delle regole ortografiche.
Gli errori più comuni sono:
- omissione o aggiunta di lettere (apena invece di appena),
- confusione tra grafemi simili (q/c, b/d, f/v),
- uso scorretto di accenti e apostrofi (pò invece di po’, qual’è invece di qual è),
- difficoltà con omofoni (anno/hanno, a/ha, da/dà),
- errori di doppie (capelo/cappello).
Un ragazzo con disortografia può conoscere la regola, ma non riesce ad applicarla in modo stabile, soprattutto in contesti spontanei come un tema o una chat.
Perché servono strategie inclusive
Gli studenti con disortografia spesso si sentono frustrati: sanno di avere buone idee, ma i loro testi risultano pieni di errori. Questo può minare l’autostima e la motivazione allo studio.
Le strategie inclusive permettono di:
- ridurre l’ansia da prestazione,
- valorizzare i contenuti più che la forma,
- offrire strumenti compensativi che aiutano a scrivere meglio,
- creare un ambiente in cui l’errore è occasione di apprendimento, non di giudizio.
Strategie pratiche per i docenti
1. Valorizzare i contenuti
Nel valutare i compiti scritti, non fermarti solo agli errori ortografici. Se il testo è ricco di idee, riconosci il merito. Gli errori vanno corretti, ma senza oscurare il contenuto.
2. Usare rubriche chiare
Una rubrica di valutazione che distingue contenuto e correttezza formale aiuta lo studente a capire dove migliorare e riduce la percezione di ingiustizia.
3. Fornire mappe e schede sintetiche
Le regole ortografiche possono essere presentate in schede semplici, con esempi chiari e colori. Le mappe visive aiutano la memorizzazione.
4. Sfruttare la lettura ad alta voce
Far leggere al ragazzo il proprio testo lo aiuta a individuare errori che a occhio non vede. La lettura ad alta voce stimola la consapevolezza linguistica.
5. Offrire più canali di apprendimento
Un approccio multisensoriale (visivo, uditivo, cinestetico) facilita l’apprendimento delle regole ortografiche.
6. Incoraggiare l’autocorrezione
Non limitarti a correggere tu gli errori: insegna strategie di rilettura guidata, magari con schede di “errori tipici”.
Strategie pratiche per i genitori
Anche a casa si può fare molto, senza trasformarsi in insegnanti:
- Routine breve e quotidiana: 10 minuti di esercizi, non ore di compiti extra.
- Esercizi mirati sugli errori tipici del figlio, non schede generiche.
- Clima positivo: evitare rimproveri, valorizzare i progressi.
- Supporto digitale: usare app o strumenti che rendono l’allenamento più divertente.
Strumenti utili per l’inclusione
Strumenti compensativi
- Correttori ortografici e sintesi vocale.
- Tastiere digitali con suggerimenti automatici.
- App educative mirate agli errori più frequenti.
Strumenti didattici
- Dettati brevi con TTS (Text-to-Speech).
- Giochi di carte e memory con parole “trappola”.
- Testi da correggere con errori inseriti apposta.
Zero Errori come supporto leggero e quotidiano
L’app Zero Errori è stata progettata anche pensando agli studenti con difficoltà ortografiche e DSA.
Offre:
- esercizi brevi, con difficoltà progressiva,
- chat simulator che riproduce situazioni reali (messaggi, email),
- dettati smart con sintesi vocale,
- feedback immediato che spiega la regola in modo chiaro,
- statistiche sui progressi, utili anche a docenti e genitori.
Non sostituisce il lavoro di logopedisti e specialisti, ma rappresenta uno strumento complementare, leggero e motivante, che aiuta i ragazzi ad allenarsi ogni giorno senza ansia.
La disortografia non è un ostacolo insormontabile, ma una difficoltà che richiede strategie mirate. Con un approccio inclusivo, strumenti adeguati e il giusto clima motivante, i ragazzi possono migliorare sensibilmente la loro scrittura e recuperare fiducia in sé stessi.
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