Molti ragazzi incontrano difficoltà nello scrivere in italiano. Alcuni errori — come confondere o/ho o dimenticare un accento — sono comuni e passeggeri, fanno parte del normale processo di apprendimento.
Ma quando gli errori ortografici sono frequenti, sistematici e resistono nel tempo, anche dopo esercizi e spiegazioni, potrebbe trattarsi di disortografia.
Conoscere questo disturbo, riconoscere i segnali precoci e intervenire con le giuste strategie è fondamentale per aiutare i ragazzi a non perdere fiducia in sé stessi e a sviluppare le proprie capacità senza sentirsi “meno bravi” degli altri.
Cos’è la disortografia
La disortografia è un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) che riguarda la scrittura.
Chi ne soffre presenta difficoltà nella trascrizione corretta delle parole, pur avendo intelligenza nella norma e opportunità adeguate di istruzione.
Non è quindi un problema di svogliatezza o disattenzione, ma una difficoltà oggettiva legata all’elaborazione linguistica.
La disortografia può manifestarsi in due modi principali:
- Errori fonologici: confusione tra suono e grafia (es. scrivere quore invece di cuore).
- Errori non fonologici: difficoltà con regole ortografiche arbitrarie (es. scrivere qual’è invece di qual è).
Differenza tra disortografia e disgrafia
Spesso i due termini vengono confusi.
- La disortografia riguarda l’aspetto linguistico: ortografia, accenti, doppie, omofoni.
- La disgrafia riguarda l’aspetto motorio della scrittura: calligrafia irregolare, difficoltà di impugnatura, lentezza.
Un ragazzo può avere l’uno, l’altro o entrambi i disturbi.
Segnali da non ignorare
Non basta un errore occasionale per parlare di disortografia. Alcuni segnali però meritano attenzione, soprattutto se si presentano in modo costante:
- Errori ripetuti su H (o/ho, a/ha), accenti (perchè invece di perché), doppie (apena invece di appena).
- Confusione tra suoni simili (q/c, f/v, p/b).
- Errori anche su parole molto comuni e frequenti.
- Difficoltà nel distinguere omofoni (anno/hanno, da/dà, la/là).
- Scarsa consapevolezza dell’errore: il ragazzo non si accorge di sbagliare.
- Lentezza e fatica nello scrivere, con conseguente rifiuto o ansia davanti ai compiti.
Se questi segnali si ripetono nel tempo, è utile parlarne con gli insegnanti e, se necessario, avviare un percorso di valutazione.
Diagnosi e supporto
La diagnosi di disortografia viene fatta da specialisti (neuropsichiatra infantile, psicologo, logopedista) attraverso test standardizzati.
È importante ricordare che una diagnosi precoce è un aiuto, non un’etichetta: permette di attivare strategie mirate, strumenti compensativi e misure dispensative previste dalla legge (L. 170/2010).
Consigli pratici per genitori e insegnanti
Ecco alcune strategie concrete per supportare un ragazzo con difficoltà ortografiche:
1. Creare un ambiente sereno
La paura di sbagliare blocca l’apprendimento. È importante che l’errore venga vissuto come parte del percorso e non come motivo di rimprovero.
2. Usare esercizi brevi e quotidiani
Meglio 10 minuti al giorno con esercizi mirati che lunghe sessioni che generano frustrazione. La ripetizione distribuita è molto più efficace.
3. Sfruttare la tecnologia
Le app educative come Zero Errori offrono esercizi brevi, giochi e dettati smart con feedback immediato. Questo aiuta il ragazzo a imparare senza sentirsi sotto esame.
4. Prediligere la multisensorialità
- Ascoltare e riscrivere testi brevi (dettati TTS).
- Usare colori per evidenziare le regole.
- Toccare, ritagliare e manipolare parole (giochi di carte, memory).
5. Rinforzare l’autostima
Valorizza ogni progresso, anche piccolo. Ricorda: l’obiettivo non è scrivere senza errori in un giorno, ma ridurre gradualmente gli errori e aumentare la sicurezza.
6. Collaborazione scuola-famiglia
Insegnanti e genitori devono condividere strategie e criteri di valutazione, evitando messaggi contraddittori.
Errori tipici in caso di disortografia
- pò invece di po’
- qual’è invece di qual è
- o fame invece di ho fame
- mama invece di mamma
- li ho detto invece di gli ho detto
Questi errori non sono occasionali, ma si ripetono con grande frequenza e resistono anche dopo spiegazioni e correzioni.
Cosa non fare
- Non attribuire gli errori a pigrizia o mancanza di impegno.
- Non correggere in modo punitivo (“Hai sbagliato di nuovo!”).
- Non pretendere risultati immediati.
Il contributo di Zero Errori
L’app Zero Errori è stata progettata anche come supporto leggero e quotidiano per ragazzi con difficoltà ortografiche:
- esercizi brevi e progressivi,
- giochi mnemonici che riducono lo stress,
- dettati smart con sintesi vocale (TTS),
- feedback immediato con spiegazioni semplici,
- possibilità di monitorare i progressi nel tempo.
Non sostituisce il lavoro di specialisti e logopedisti, ma rappresenta un valido strumento di supporto per rendere l’allenamento più piacevole ed efficace.
La disortografia non è un limite insuperabile, ma una difficoltà che può essere gestita e ridotta con gli strumenti giusti.
Il segreto è riconoscere i segnali precoci, intervenire con strategie mirate e creare un ambiente in cui l’errore non sia fonte di ansia, ma parte naturale dell’apprendimento.
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