Gli accenti in italiano sono spesso considerati un dettaglio, ma in realtà fanno la differenza tra una scrittura corretta e una piena di errori. Quante volte nei compiti a scuola o nei messaggi sui social ti è capitato di vedere (o scrivere) perchè invece di perché, pò invece di po’, o se al posto di sé?
Sono sbagli che possono sembrare piccoli, ma rivelano mancanza di attenzione e, a volte, scarsa conoscenza delle regole.
In questa guida vedremo insieme:
- le differenze tra accento acuto e grave,
- i casi più comuni in cui gli studenti delle medie e superiori sbagliano,
- i trucchi pratici per non commettere più questi errori.
Gli accenti in italiano: un ripasso veloce
Prima di entrare nei casi pratici, facciamo chiarezza: in italiano esistono due tipi di accento grafico.
- Accento acuto (é): indica una vocale chiusa, come in perché.
- Accento grave (è): indica una vocale aperta, come in caffè.
Molti ragazzi non sanno che la differenza tra é ed è ha un valore fonetico. A scuola però interessa soprattutto scrivere in modo coerente con la norma ortografica.
Caso 1: “perché” (e le sue sorelle)
Uno degli errori più frequenti è scrivere perchè invece di perché.
La forma corretta è con é acuta: perché.
Perché? Perché (gioco di parole inevitabile) si tratta di una parola tronca, cioè l’accento cade sull’ultima sillaba. Tutte le parole tronche terminanti con vocale devono avere l’accento scritto.
Esempi corretti:
- Perché sei in ritardo?
- Non so perché tu lo dica.
- Lo faccio perché ci credo.
Parole simili: affinché, giacché, benché, poiché. Tutte con l’accento acuto sulla “é”.
Caso 2: “po’” e il falso accento
Molti ragazzi scrivono pò con l’accento, pensando sia corretto.
In realtà la forma giusta è po’ con l’apostrofo.
Perché? Perché po’ è l’abbreviazione di poco. Quando una parola viene troncata (cioè perde una parte finale), si usa l’apostrofo, non l’accento.
Esempi corretti:
- Aspetta un po’.
- Vorrei un po’ di acqua.
- Ci vediamo tra un po’.
La forma pò non esiste in italiano ed è sempre considerata errore.
Caso 3: “sé” con l’accento
Un altro caso che crea confusione è il pronome sé.
Molti lo scrivono senza accento, come se, ma sono due parole diverse.
- se (senza accento) è una congiunzione: Se piove, resto a casa.
- sé (con l’accento) è un pronome riflessivo: Ha fiducia solo in sé stesso.
Scrivere se stesso senza accento è un errore che si trova spesso nei compiti.
La regola è chiara: quando sé è pronome, l’accento è obbligatorio, tranne quando è seguito da stesso o medesimo (in quel caso, per tradizione, si ammette anche la forma senza accento).
Esempi corretti:
- Pensa solo a sé.
- Ha deciso da sé.
- Ha fiducia in sé stesso.
Altri casi importanti da ricordare
Oltre a perché, po’, sé, ci sono altri errori comuni che meritano attenzione.
- dà (verbo dare, terza persona singolare) va distinto da da (preposizione).
- Mi dà un libro (con accento)
- Vengo da Roma (senza accento).
- là (avverbio di luogo) va distinto da la (articolo o pronome).
- Mettilo là, sul tavolo.
- La ragazza è gentile.
- né (negazione) va distinto da ne (particella pronominale).
- Non voglio né tè né caffè.
- Ne ho comprati due.
Trucchi per non sbagliare mai più
Ecco alcune strategie semplici ed efficaci:
- Chiediti sempre se cambia il significato.
- da/dà, la/là, ne/né: se cambia senso, controlla se serve l’accento.
- Ricorda la regola delle parole tronche.
Se una parola finisce con una vocale accentata, l’accento va scritto (perché, caffè, città). - Visualizza la parola intera.
Nel caso di po’, pensa alla parola intera poco: capirai subito che serve l’apostrofo e non l’accento. - Leggi ad alta voce.
Spesso la pronuncia aiuta: sé ha un suono diverso da se, né suona diversamente da ne. - Allenati con esercizi brevi e costanti.
Non serve passare ore a fare schede: bastano 5-10 minuti al giorno per fissare la regola.
Perché scrivere bene gli accenti è fondamentale
Molti studenti pensano che questi dettagli siano poco importanti. Ma la realtà è diversa:
- A scuola, sbagliare un accento può abbassare il voto di un tema o di un compito scritto.
- Nella vita di tutti i giorni, scrivere pò invece di po’ o qual’è invece di qual è dà subito un’impressione di superficialità.
- Gli accenti sono parte integrante della lingua italiana: rispettarli significa rispettare la nostra lingua.
Come esercitarsi senza annoiarsi
Sapere la regola è utile, ma il vero segreto per non sbagliare sta nell’esercizio quotidiano.
Oltre ai metodi tradizionali (dettati, lettura, schede di grammatica), oggi ci sono strumenti moderni che rendono tutto più leggero e motivante.
Uno di questi è l’app Zero Errori, pensata proprio per studenti tra i 12 e i 16 anni:
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- dettati digitali per allenare ascolto e scrittura,
- feedback immediato con la regola spiegata ogni volta che sbagli.
Allenandoti ogni giorno per pochi minuti, scrivere perché con l’accento giusto o ricordare che po’ si scrive con l’apostrofo diventerà naturale.
Gli accenti in italiano non sono un optional: fanno parte della scrittura corretta e vanno rispettati.
Le forme giuste sono:
- perché (con é acuta),
- po’ (con apostrofo),
- sé (con accento quando è pronome).
Con un po’ di allenamento e qualche trucco semplice, questi errori diventeranno solo un ricordo.
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