Molti genitori si accorgono che il proprio figlio commette spesso errori ortografici, anche su parole semplici.
Scrive pò invece di po’, confonde o/ho, dimentica le doppie, sbaglia gli accenti.
A volte si pensa che sia svogliatezza o disattenzione, ma non è così: scrivere correttamente è una competenza che richiede tempo, esercizio e strategie mirate.
La buona notizia è che, con il giusto supporto a casa, è possibile aiutare i ragazzi a migliorare in modo significativo, senza stress e senza trasformare i compiti in un campo di battaglia.
In questa guida pratica vedremo:
- Perché gli errori ortografici sono così comuni.
- I segnali da non ignorare.
- Consigli quotidiani per aiutare tuo figlio.
- Strategie positive per motivarlo.
- Strumenti utili, tra carta, giochi e app.
Perché gli errori ortografici sono frequenti
Gli errori ortografici fanno parte del percorso normale di apprendimento. Le ragioni più comuni sono:
- Regole arbitrarie: alcune non seguono la logica della pronuncia (po’/pò, qual è/qual’è).
- Influenza delle chat: scrivere in fretta abitua a non curare accenti e apostrofi.
- Memoria non ancora automatizzata: serve molta pratica per fissare regole e parole.
- Fattori individuali: alcuni ragazzi hanno più difficoltà, soprattutto in presenza di disturbi specifici come la disortografia.
Segnali da non sottovalutare
Un errore occasionale non deve preoccupare. Ma se noti che tuo figlio:
- sbaglia sempre le stesse parole,
- confonde h, accenti, doppie nonostante le spiegazioni,
- si arrabbia o si demotiva davanti alla scrittura,
- fa molti più errori dei compagni,
allora è importante osservarlo con attenzione e, se necessario, parlarne con gli insegnanti. Potrebbe essere solo una fase, ma in alcuni casi può esserci un disturbo specifico (come la disortografia) che richiede un intervento mirato.
Cosa possono fare i genitori (senza stress)
Ecco alcune strategie pratiche che puoi applicare a casa per aiutare tuo figlio a scrivere meglio.
1. Routine brevi e quotidiane
Meglio 10 minuti al giorno che un’ora di esercizi una volta alla settimana. La costanza è la chiave.
2. Un errore alla volta
Concentrati su un aspetto specifico: un giorno gli accenti, un altro le doppie, poi gli omofoni. Troppa teoria tutta insieme crea confusione.
3. Correzione positiva
Non limitarti a dire “Hai sbagliato”. Spiega la regola e, se possibile, cerca un trucco di memoria.
Esempio: Po’ = poco → apostrofo, non accento.
4. Usa giochi e sfide
Trasforma l’ortografia in un gioco: memory di parole, gare a tempo, indovina l’errore in una chat finta.
5. Lettura ad alta voce
Leggere insieme rafforza la sensibilità linguistica: riconoscere i suoni e le pause aiuta a scrivere meglio.
6. Autocorrezione guidata
Dopo un compito o un dettato, chiedi a tuo figlio di correggersi da solo con una penna colorata. Questo sviluppa consapevolezza.
Strategie per motivare senza creare ansia
- Valorizza i progressi: anche un errore in meno è un traguardo.
- Evita i paragoni con fratelli o compagni: ognuno ha i suoi tempi.
- Trasforma l’errore in sfida: “Questa settimana proviamo a scrivere perché sempre con la é giusta.”
- Premia la costanza, non la perfezione: ciò che conta è l’impegno quotidiano.
Strumenti utili a casa
Carta e penna
- Un quaderno dedicato solo agli esercizi di ortografia.
- Schede brevi con 5-6 frasi al giorno.
Giochi
- Memory delle parole corrette.
- Impiccato con parole “difficili”.
- Gara a chi trova più errori in un testo pieno di sbagli “voluti”.
Tecnologie
Le app educative come Zero Errori trasformano gli esercizi in attività divertenti:
- chat simulator con messaggi realistici da correggere,
- dettati smart letti da voce digitale (TTS),
- sfide a tempo per fissare le regole,
- feedback immediato con spiegazioni chiare.
In questo modo il ragazzo si allena senza sentirsi “sotto interrogazione”, ma giocando.
Un esempio di routine settimanale
- Lunedì: 5 frasi con errori di H da correggere.
- Martedì: esercizi sugli accenti (perché, po’, sé).
- Mercoledì: doppie (pala/palla, capello/cappello).
- Giovedì: omofoni (ce/c’è, li/gli).
- Venerdì: mini-dettato di 4 frasi.
- Sabato: gioco in famiglia (gara a trovare gli errori in una chat inventata).
- Domenica: pausa o ripasso leggero.
Aiutare un figlio con difficoltà ortografiche non significa diventare insegnanti severi, ma alleati pazienti che offrono strumenti, supporto e incoraggiamento.
Con una routine breve e costante, un approccio positivo e l’uso di strumenti moderni, è possibile trasformare la scrittura in una competenza sicura e naturale.
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