Tutti i bambini e i ragazzi, prima o poi, commettono errori ortografici. È normale: l’italiano è pieno di regole, eccezioni, accenti, doppie, apostrofi. La domanda che molti genitori e insegnanti si pongono è: quando un errore è solo una svista e quando, invece, diventa un campanello d’allarme?
In questo articolo cercheremo di dare una risposta chiara, distinguendo le sviste fisiologiche dalle difficoltà persistenti, e offrendo consigli pratici per aiutare i ragazzi.
Gli errori ortografici “normali”
Durante la scuola primaria e i primi anni della secondaria di primo grado è naturale che i ragazzi commettano errori. Alcuni esempi tipici:
- dimenticare un accento (perchè invece di perché),
- confondere a con ha, anno con hanno,
- dimenticare una doppia (apena invece di appena),
- scrivere un pò invece di un po’.
Questi errori, se non sono troppo frequenti e se diminuiscono con l’esercizio, rientrano nella normale fase di apprendimento.
Quando preoccuparsi: i campanelli d’allarme
Un genitore o un insegnante dovrebbe prestare attenzione se:
- Gli errori sono costanti e non migliorano
Nonostante esercizi, spiegazioni e correzioni, lo studente continua a commettere sempre gli stessi errori. - Gli errori sono numerosi e ricorrenti
Il testo scritto presenta errori a quasi ogni riga, rendendo difficile la lettura. - L’alunno conosce la regola, ma non la applica
Ad esempio, sa che qual è si scrive senza apostrofo, ma nei testi continua a scrivere qual’è. - Gli errori si accompagnano a frustrazione o rifiuto della scrittura
Il ragazzo evita di scrivere, si scoraggia, mostra calo di autostima. - Ci sono difficoltà anche in altre aree del linguaggio scritto
Problemi con la lettura (lentezza, errori frequenti) o con la comprensione dei testi possono far pensare a un disturbo specifico.
Possibili cause da considerare
Gli errori persistenti possono dipendere da vari fattori:
- mancanza di esercizio (pochi momenti quotidiani di scrittura),
- scarsa esposizione a testi scritti (lettura poco frequente),
- strategie di studio poco efficaci,
- disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), come la disortografia.
Disortografia: che cos’è
La disortografia è un disturbo specifico dell’apprendimento che riguarda la correttezza ortografica. Non dipende dall’intelligenza o dall’impegno, ma da una difficoltà strutturale nell’automatizzare le regole della scrittura.
Errori tipici della disortografia:
- omissione o aggiunta di lettere,
- confusione tra grafemi simili (f/v, b/d, q/c),
- errori sistematici su accenti, doppie, omofoni,
- scrittura che rimane scorretta anche dopo ripetute correzioni.
In questi casi è importante parlarne con gli insegnanti e, se necessario, rivolgersi a uno specialista per una valutazione.
Come aiutare i ragazzi (in classe e a casa)
1. Creare routine brevi e costanti
Meglio 10 minuti al giorno di esercizi che un’ora una volta a settimana.
2. Lavorare sugli errori ricorrenti
Non esercizi generici, ma mirati sulle difficoltà specifiche del ragazzo.
3. Usare strumenti compensativi
Correttori ortografici, sintesi vocale, app educative che trasformano la correzione in gioco.
4. Dare feedback chiari e positivi
Non limitarsi a segnare l’errore in rosso: spiegare la regola e valorizzare i progressi.
5. Collaborare scuola-famiglia
La continuità tra insegnanti e genitori è fondamentale per sostenere il ragazzo.
L’importanza del clima emotivo
Molti ragazzi con difficoltà ortografiche si sentono “meno bravi”. È fondamentale trasmettere l’idea che l’errore non è una colpa, ma un’occasione per imparare. La motivazione e l’autostima sono la base per migliorare.
Zero Errori come supporto quotidiano
L’app Zero Errori è pensata proprio per aiutare studenti dai 12 ai 16 anni a migliorare la scrittura in modo semplice e motivante. Offre:
- esercizi rapidi e quotidiani,
- chat simulator con errori realistici da correggere,
- dettati smart con sintesi vocale,
- sfide a tempo e giochi mnemonici,
- feedback immediato con regole spiegate chiaramente.
Uno strumento utile sia in classe sia a casa, per allenarsi senza fatica e consolidare le regole ortografiche.
Gli errori ortografici non sono tutti uguali: alcuni sono fisiologici, altri invece sono segnali da non trascurare.
Se gli errori sono frequenti, persistenti e associati a frustrazione, possono rappresentare un campanello d’allarme importante. In questi casi è bene approfondire con insegnanti e specialisti.
Con strategie mirate e strumenti motivanti, ogni ragazzo può migliorare e scrivere con maggiore sicurezza.
Vuoi iniziare un percorso quotidiano e leggero per ridurre gli errori ortografici?
Prova subito l’app Zero Errori: http://app.zeroerrori.app/

