I 10 errori ortografici più comuni tra i ragazzi delle medie (e come evitarli per sempre)

Scrivere bene in italiano non è un dettaglio da poco: è un biglietto da visita che parla di noi. Un compito senza errori ortografici appare subito più ordinato e curato, ma la verità è che scrivere correttamente serve anche fuori dalla scuola: nei messaggi, nelle email, nei post sui social.
Eppure, anche i ragazzi più brillanti delle scuole medie commettono spesso gli stessi errori ricorrenti. Perché succede? Semplice: alcune regole sono insidiose, altre si dimenticano facilmente, altre ancora non vengono mai interiorizzate del tutto.

In questo articolo analizzeremo insieme i 10 errori ortografici più comuni tra i ragazzi delle medie, con esempi pratici e trucchi per non sbagliarli più. Alla fine scoprirai anche come trasformare l’allenamento in un gioco divertente grazie a strumenti moderni come l’app educativa Zero Errori.


1. L’uso (e l’abuso) dell’H

L’errore più diffuso riguarda senza dubbio la H: viene dimenticata quando serve e inserita dove non dovrebbe stare.

Esempi tipici:

  • Ho fame → scritto come o fame (errato)
  • Aiuto! → scritto come haiuto (errato)

Regola veloce:

  • Ho, hai, ha, hanno (verbo avere) → sempre con la H.
  • A, ai, al, allo… (preposizioni) → mai con la H.

Trucchetto: prova a sostituire con “possedere”. Se ha senso, ci vuole la H:

  • Ho un libroPosseggo un libro (corretto)
  • Vado a scuolaPosseggo scuola (non ha senso, quindi niente H).

2. Apostrofi fuori posto

Gli apostrofi sono un altro terreno minato. Spesso si confonde l’elisione con il troncamento.

Esempi:

  • Un amico → NON un’amico
  • Un’amica → sì, perché si elide la vocale.

Attenzione anche a qual è: non si scrive qual’è, perché non è un’elisione ma un troncamento.


3. Accenti sbagliati o dimenticati

Gli accenti fanno la differenza, ma vengono spesso ignorati.

Errori comuni:

  • invece di po’ (abbreviazione di poco)
  • Perché scritto come perchè
  • (verbo dare) confuso con da (preposizione).

Regole pratiche:

  • Po’ sempre con l’apostrofo, mai con l’accento.
  • Le parole tronche come perché, affinché, benché hanno l’accento acuto (é).
  • Quando una parola cambia significato con l’accento (dà/da, là/la), l’accento è obbligatorio.

4. Confusione tra omofoni

Molti studenti confondono parole che si pronunciano allo stesso modo ma hanno significati diversi.

Esempi:

  • Hanno (verbo avere) vs anno (periodo di 12 mesi).
  • Sanno (verbo sapere) vs anno (sostantivo).
  • (avverbio di luogo) vs li (pronomi).

Allenarsi con frasi di esempio è il metodo migliore per distinguere i casi.


5. Le doppie ballerine

Le doppie consonanti sono un tormento, soprattutto perché non sempre corrispondono alla pronuncia.

Errori tipici:

  • apena invece di appena
  • pala invece di palla
  • qualcosa invece di qualcosa (questo corretto).

Trucchetto: allunga la pronuncia. Se il suono si “ferma” più a lungo, ci vuole la doppia.


6. La punteggiatura “a caso”

Molti studenti sottovalutano la punteggiatura, ma un testo senza virgole al posto giusto diventa difficile da leggere.

Esempio:

  • Mangiamo nonna! (sbagliato e ambiguo)
  • Mangiamo, nonna! (corretto).

Consiglio: leggi ad alta voce. Dove senti una pausa naturale, metti la virgola.


7. Confusione con C e Q

Parole con il suono /kw/ generano errori frequenti.

Esempi:

  • quore invece di cuore
  • aquisto invece di acquisto.

Regola: il suono “cu” si scrive quasi sempre con cu, tranne in poche eccezioni (come questo, quello).


8. Uso errato di “se stesso” e “sé stesso”

La grammatica accetta entrambe le forme, ma attenzione all’accento.

  • sé stesso (corretto)
  • se stesso (senza accento, errato).

L’accento serve a distinguere (pronome) da se (congiunzione).


9. Maiuscole e minuscole

Altro errore frequente: usare la maiuscola a caso.

Esempi:

  • Il Sole vs il sole: dipende dal contesto. Pianeta → maiuscola, astro generico → minuscola.
  • Giorni e mesi → sempre minuscolo (lunedì, ottobre).

10. Parole unite o separate

Molti studenti non sanno se scrivere le parole staccate o attaccate.

Errori frequenti:

  • daccordo invece di d’accordo
  • apposto invece di a posto (due cose diverse)
  • invece (corretto tutto attaccato).

Trucchetto: se due parole cambiano significato unite o separate, controlla sempre il vocabolario.


Come evitare gli errori senza annoiarsi

Ora che conosci i 10 errori più comuni, resta la domanda: come fare per non sbagliarli più?
La risposta è una sola: allenamento costante, ma non deve essere pesante o ripetitivo.

Oltre ai metodi tradizionali (leggere di più, fare dettati, correggere i propri testi), oggi esistono strumenti che rendono la grammatica un gioco.

Un esempio perfetto è Zero Errori, l’app educativa che allena la scrittura in italiano in modo semplice e coinvolgente.

  • Brevi esercizi quotidiani con difficoltà progressiva.
  • Giochi mnemonici e sfide a tempo per imparare divertendosi.
  • Dettati smart con voce digitale.
  • Feedback immediato che spiega la regola ogni volta che sbagli.

Con Zero Errori non devi fare compiti aggiuntivi: bastano pochi minuti al giorno per migliorare davvero.


Gli errori ortografici non sono un destino inevitabile: con il giusto metodo, un po’ di attenzione e strumenti moderni è possibile eliminarli quasi del tutto. Scrivere bene non è solo una questione scolastica, ma una competenza che ti servirà per tutta la vita.

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